Evento Mostra
aprile 6, 2017

È stata Inaugurata domenica 2 Aprile nel Foyer del Teatro Orfeo di Taranto la mostra “1×4: un quadro per quattro artisti”.

L’ingresso è gratuito e la mostra sarà visitabile fino a domenica 9 aprile tutti i giorni dalle ore 18,00 in poi.

Un appuntamento che vede incontrarsi quattro talenti locali, professionisti della pittura tra i quali il Maestro Alfredo Pompilio, autore tra le tante note opere realizzate anche degli affreschi, delle tele e delle sculture presenti nel Teatro Orfeo. Le opere in mostra sono: “Biciclette” di Antonio Rolla, acrilico su tela 2017, “Il sogno imperfetto” di Adameri Cavallo, acrilico su tavola 2017, “L’ora del caffè” di Alfredo Pompilio, olio su tela 2017, “L’albero della vita” di Marielisa Pompilio, acrilico su tela 2017.

 

Nei quadri di Alfredo Pompilio è presente quasi sempre la moka. E lui ci dice che è un oggetto che gli piace perché chi l’ha disegnata è un genio. Ricorda la colonna classica, ha una forma bellissima e poi rappresenta la quotidianità, la serenità familiare. “Vedo mio padre seduto ad aspettare il caffè fatto da mia madre e ci si divertiva in cucina a chiacchierare. Questo è un momento anche di grande italianità e rappresenta quindi molte cose. Inoltre ti permette di essere riconoscibile nelle tele anche se cambi tema, come le teste di Dalì, di De Chirico, come il tubetto volante, e le figure sospese che uso frequentemente” dice.

Quello di Alfredo Pompilio è molto di più di un quadro, è la vita in sintesi, e il rapporto con il Mistero che illumina la quotidianità nella familiarità del gesto umano.

 

Il quadro rappresenta la stanza della nostra esistenza dove cerchiamo delle scappatoie nell’angustia delle problematiche. C’è una figura maschile sospesa alla ricerca dell’infinito, e che deve rivolgere la soluzione verso la luce che però non è inquadrabile, non se ne capisce l’origine, la fonte, ma che alla fine è la soluzione di tutto, è quel punto misterioso che risolve. L’uomo è sospeso sulla nuvola prodotta dalla caffettiera, dal quotidiano, perché è lì che bisogna cercare l’infinito, non nel sonno ma nella vita reale. Volendo ci sono delle soluzioni, le facili soluzioni, ma non sono soddisfacenti, quasi danno angoscia. Infatti nel quadro c’è un piccolo tunnel che è angoscioso, non è un vero sbocco verso la soluzione, è una via d’uscita ma non è la via d’uscita. Invece è il Mistero, che viene dalla parte sinistra del quadro, che apre e inonda la stanza e dà significato al quotidiano, non banalizzato, unica strada che permette all’uomo di sollevarsi (l’aroma del caffè, la nuvola su cui è sospeso l’uomo) e di cogliere la luce che lo libera. Il punto focale della libertà, la liberazione, che non si può descrivere perché è proprio l’esperienza di ognuno, quel punto focale quella luce non la puoi neanche definire perché è Mistero.

 

Vito Piepoli